Richard Nixon durante la campagna elettorale per le presidenziali del 1968
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Heart of Gold: i solitari della canzone americana

Neil Young
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Carole King
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La rivoluzione culturale degli anni ‘60 risveglia dal torpore la “maggioranza silenziosa” americana: quel ceto medio, moderato e conservatore, che ha guardato con sospetto - se non addirittura con orrore - i capelli allungarsi sulle spalle dei giovani. All’inizio degli anni ‘70, il presidente repubblicano Richard Nixon incarna l’interesse privato della piccola e media borghesia, che reclama sicurezza, lavoro e benessere. Il Movement, ormai sfilacciato in correnti e incapace di elaborare una proposta politica di ampio consenso, soccombe di fronte all’ondata restauratrice che attraversa il Paese. Malgrado un’apertura diplomatica verso Cina e Unione Sovietica, l’America di Nixon resta un Paese fortemente tradizionalista, che pone il singolo - più che la comunità - al centro delle riflessioni sociali. Spaventato dai disordini e dalla recessione, l’americano medio vuole dimenticare il Vietnam e rifugiarsi nei piccoli avvenimenti quotidiani. La fine della stagione dei grandi ideali comunitari ha un impatto profondo sulla scena musicale del periodo. Quale forma d’arte popolare, il rock ha beneficiato per lungo tempo di artisti in grado di orientare un mercato discografico attento ai nuovi linguaggi. Con il mutare del contesto sociale, la scomparsa di molti protagonisti e gli elevati costi di produzione, le major preferiscono investire su prodotti discografici standardizzati, destinati ad un ampio pubblico. Da attento testimone delle istanze e delle speranze di una generazione, all’inizio degli anni ‘70 il rock americano si dirama in tre direttrici: fenomeno di consumo (espressione del disimpegno), voce delle sottoculture (fucine di linguaggi alternativi), cantautorato ricercato (retaggio del recente passato). Sono infatti i cantautori a raccogliere i cocci del sogno infranto e a raccontare il disincanto e le sconfitte di una comunità smarrita. La resa dei conti con la rivoluzione mancata si esprime attraverso un’intima riflessione individuale, non più collettiva: i songwriters diventano solitari eroi - spesso antieroi - che mettono a nudo la propria sensibilità — dalle paure ai sogni — trasformandola in poesia cantata; raccontano un sentimento personale che chiede solo di essere ascoltato e compreso, non necessariamente seguito.
Con l’arrivo dei ‘70, le famiglie Jefferson Airplane e Grateful Dead si aprono in numerosi rivoli creativi: Paul Kantner e i Jefferson Starship rendono l’estremo saluto alle utopie degli anni ‘60 con il bellissimo Blows Against the Empire (1970), mentre Bob Weir firma l’indimenticabile Ace (1972). Conclusa l’esperienza dei CSNY, David Crosby pubblica l’intimo If I Could Only Remember My Name (1971), capolavoro crepuscolare che, metaforicamente, chiude la prima - ineguagliabile - stagione del rock della West Coast. Il lavoro di Crosby è un'opera collettiva che ricompone molti tasselli di quel periodo: fra questi Graham Nash, con il quale inizia un proficuo sodalizio, e Stephen Stills, che fonda i Manassas. Neil Young emerge come il più eclettico e sincero cantore della propria generazione. Diviso fra l’anima acustica ed elettrica, il cantautore torna a esplorare le praterie del country in cerca di una purezza perduta. Raggiunge l’apice creativo e di successo con After the Gold Rush (1970) e Harvest (1972), che contengono le perle Southern Man e Heart of Gold. Segue una trilogia di album “oscuri” nei quali la paura, la morte e la droga diventano il vocabolario di un poeta che non smette mai di raccontare la realtà.

Carly Simon
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Tom Waits
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James Taylor
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Dopo la separazione da Art Garfunkel, Paul Simon utilizza la canzone come terreno d’incontro tra generi e musicisti di diversa estrazione. Fin dall’omonimo album del 1972, il reggae spruzzato di gospel di Mother and Child Reunion convive con toccanti ballad. Nei successivi There Goes Rhymin’ Simon (1973) e Still Crazy After All These Years (1975), il cantautore newyorkese conferma una vena creativa che lo pone tra gli interpreti più originali dell’epoca. Con uno stile inconfondibile che mescola influenze folk e rock, James Taylor rinnova il canzoniere americano con elegante misura. Fin dai primi lavori, la delicatezza dell’arpeggio chitarristico crea una curiosa alchimia con un timbro vocale altrettanto tenue. Rimangono indimenticabili Fire and Rain, Sweet Baby James e la celebre You’ve Got a Friend, scritta da Carole King, che da brillante autrice diventa anche interprete di successo. King, Carly Simon e Judy Collins impreziosiscono una scena cantautorale femminile in cui la “madrina” Joan Baez cede il testimone all’emergente Joni Mitchell. La cantante canadese costruisce un corpus di raffinata bellezza senza porsi limiti di genere, amalgamando linguaggi e forme eterogenee fino a fondere la canzone d’autore con il jazz (Mingus, 1979). Il jazz è anche la cifra di Tom Waits, autore di atmosfere in chiaroscuro, mentre Leonard Cohen emerge con il suo stile poetico e riflessivo: entrambi sono tra i più rappresentativi della nuova leva insieme a Randy Newman. Prosegue tra alti e bassi la carriera di Bob Dylan, autore di brani memorabili come The Man in Me, Forever Young e la toccante Knockin’ on Heaven’s Door, colonna sonora di Pat Garrett and Billy the Kid (1973). Nel film l’artista di Duluth recita accanto a Kris Kristofferson, figura di spicco del revival country americano, che annovera - oltre all'intramontabile Johnny Cash - anche John Denver e Willie Nelson. Sono numerosi gli artisti che danno linfa e vigore alla canzone d’autore americana: tra i reduci della vecchia stagione e i nuovi interpreti si fa largo un giovane, capace forse più di altri di cogliere lo spirito dei tribolati anni ‘70. Dotato di un talento compositivo sopraffino e di una voce capace di toccare le corde più profonde dell’animo umano, Jackson Browne armonizza evasione privata e impegno sociale. Gioielli come For Everyman (1973), Late for the Sky (1974) e The Pretender (1976) accarezzano il viso di un Paese ferito e proiettano il rinnovato sound della West Coast verso il futuro.
